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    Come cambiano droga e criminalità in Africa

    fonte: onu-unodc

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    Nel corso della Conferenza dei Ministri dell'Unione Africana per il controllo della droga e della criminalità, svoltasi ad Addis Abeba il 1° e 2 ottobre, i rappresentanti di 34 Stati membri dell'Unione africana e delle entità internazionali, tra cui l'UNODC, hanno affrontato il problema emergente, in Africa, della criminalità organizzata. I ministri partecipanti hanno riconosciuto quanto i piani d'azione globali lanciati nel proprio continente siano stati sviluppati e lanciati attraverso programmi a livello regionale e nazionale che ora è necessario tradurre in azioni e andare oltre le politiche, poiché il reddito generato dalle attività illecite falsa le economie e destabilizza alcuni paesi africani. I ricercatori dell’UNODC hanno messo in luce che i gruppi criminali emergenti compromettono, con il contrabbando e la vendita dei medicinali contraffatti da parte dei migranti verso l'Europa, la capacità dell'Africa di continuare a progredire, poiché partecipano alla pirateria marittima al largo del Corno d'Africa e commettono reati contro l'ambiente, anche se è la corruzione uno dei principali ostacoli allo sviluppo. Le soluzioni possibili possono essere il supporto di UNODC e INTERPOL per combattere la droga e la criminalità, ma altri importanti risultati si possono ottenere cominciando a vietare la coltivazione e l'abuso della cannabis e dei suoi derivati, controllando meglio il traffico o lo storno dei precursori chimici utilizzati nella produzione di stupefacenti. Ma occorre innanzitutto un impegno politico costante da parte della Commissione dell'Unione Africana per rendere più omogenee possibili le legislazioni dei Paesi Membri sul controllo delle droghe, per organizzare un circuito di informazioni condivise, attraverso l’istituzione di punti focali per migliorare il trattamento della tossicodipendenza e la disponibilità delle sostanze stupefacenti e psicotrope per dare sollievo ai malati attraverso la terapia del dolore. Infatti lentamente si va facendo strada l’idea che in Africa non ci può essere sviluppo sociale ed economico senza sicurezza, e non ci può essere sicurezza se si lascia l’intero continente nelle mani della criminalità organizzata transnazionale, mentre occorre fare in modo che essa non vi si radichi a fondo. Lo stesso Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, all'inizio di quest'anno, in occasione della Giornata dell'Africa, ha osservato che il partenariato per la pace in Africa ha già dato i suoi frutti e che l’UNODC, in particolare, continua a lavorare affinché questa collaborazione porti a risultati sempre più tangibili.


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