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Annuale DCSA 2009: commento ad alcuni dati regionali

fonte: Ministero dell'Interno

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Mettendo a confronto i dati pubblicati nel Rapporto Annuale 2010 della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, risulta rilevante il fatto che le Regioni maggiormente interessate dal traffico di sostanze stupefacenti sono anche quelle dove se ne sequestrano di più e dove si muore di più, come nel caso del Lazio, della Campania e della Lombardia. La piazza commerciale e finanziaria di eccezionale rilevanza come può essere quella di Roma è sovrapponibile a quelle di Milano e Napoli, luoghi di incontro privilegiato tra organizzazioni criminali italiane e straniere. La situazione generale del Lazio è resa maggiormente complessa dalla presenza sempre più invasiva di nuove componenti criminali straniere di matrice maghrebina, albanese, romena, spagnola, nigeriana, dedite al traffico di sostanze stupefacenti e di esseri umani finalizzato anche alla prostituzione. Anche la Lombardia ha problematiche analoghe per la presenza di sodalizi calabresi, pur evidenziandosi anche una qualificata rappresentanza di altre consorterie mafiose, oltre ad un elevato livello di cooperazione tra gruppi criminali italiani e di etnie maghrebina, albanese, egiziana e gambiana.
La Campania si muove invece su grandi strutture criminali, impegnate in molteplici settori sia illeciti (traffico di droga e di armi, smaltimento illegale di rifiuti, riciclaggio,estorsioni, etc.) che leciti (immobiliare, grande distribuzione, commercio etc.), con un’efficiente rete logistica sul territorio che incide in modo determinante anche sul tessuto socio – economico.
Nord, Centro e Sud d’Italia quindi solidamente rappresentati, anche se con peculiarità negative differenti, ma con sicuri primati. La contiguità fra Lazio e Campania fa sì che la presenza della criminalità organizzata di tipo mafioso, appartenente a Cosa Nostra, Camorra e ‘Ndrangheta, avvertibile soprattutto nella capitale, nel frusinate e nella provincia di Latina sia dilagante, per il ruolo di rilievo assunto nel narcotraffico dai clan della camorra, che utilizza la Campania quale area di stoccaggio e di smistamento delle sostanze stupefacenti, in situazioni di stretta collaborazione tra camorristi e gruppi di cosche mafiose calabresi e siciliane. Nel 2009 n. 23.187 operazioni antidroga, registrate complessivamente, hanno segnato un lieve incremento rispetto al 2008 dell’1,59%. In particolare le suddette regioni e l’Emilia Romagna hanno inciso per il 47% a livello nazionale, che hanno reso in proporzione diretta il 47,89% del totale nazionale sequestrato, incidendo sulle segnalazioni all’A.G. per il 45,74% delle denunce a livello nazionale. Certamente primati negativi per queste Regioni, che raccolgono un po’ meno del 50% dei risultati nazionali, come risulta anche dai dati sui decessi per gli 87 casi  del Lazio (pari al 17,98% del totale nazionale), i 71 della Campania ed i 39 della Lombardia. A fronte di quanto prima riferito, essendo il numero dei decessi del 2009 rapportato alla popolazione residente in ciascuna regione, si riscontra che per ogni 100.000 abitanti il valore più alto è stato registrato in Umbria e Lazio.


MINISTERO DELL'INTERNO, Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, Rapporto Annuale 2009, parte 4.a , pp. 119-255.


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