fonte: UNODC
L’UNODC ha stimato che ogni anno le superfici coltivate a cannabis in Afghanistan sono tra i 10.000 ed i 24.000 ettari. Rispetto ad altri paesi, che hanno estensioni di coltivazioni di cannabis ancora più grandi, le colture afgane hanno una resa sorprendente, determinata dalle condizioni climatiche ed ambientali più favorevoli, che rendono talmente rigogliose le piantagioni, tali da ottenere una produzione media di 145 kg/ha di hashish, che è la resina prodotta dalla cannabis, rispetto ai circa 40 kg/ha del Marocco, per un totale stimabile tra le 1.500 e le 3.500 mt. annue. Il tutto ottenuto in esattamente la metà (17 su 34) delle province dell'Afghanistan e nonostante il divieto di coltivarla da parte del governo e delle autorità religiose. Anche il reddito lordo per ettaro dato dalla cannabis (US $ 3.900) è superiore a quello dato dall’oppio (US $ 3.600), infatti, a causa della diminuzione della spesa per la sua raccolta, l'utile netto che essa dà è del 66% superiore a quello netto dato dall’oppio, motivo per il quale, nel 2009, oltre due terzi dei coltivatori di oppio l’ha coltivata. In Afghanistan è tre volte più vantaggioso coltivare un ettaro di cannabis di un ettaro di papavero da oppio, anche se poitra gli agricoltori afgani l'oppio è preferito alla cannabis, la quale, dopo essere stata piantata tra aprile e giugno e raccolta tra ottobre e gennaio, ha una conservazione di breve durata ed è, nella maggior parte dei casi rilevati, una coltura considerata di ripiego per la stagione estiva, quando c’è meno disponibilità di acqua per l'irrigazione. Si tratta di un pianta annuale, che deve essere ripiantata ogni anno, e coltivata e, nella maggior parte dei casi, raccolta in una volta sola, anche se esistono modelli di coltivazione mista. Inoltre, la cannabis è coltivata lungo i confini dei campi, che sono spesso elevati, sotto forma di piccole dighe chiamate "bunds" dovuta alla necessità di irrigare il campo. I risultati indicano che la tecnica predominante di coltivazione della cannabis è la monocoltura, anche se le interviste agli agricoltori non forniscono una stima precisa delle aree così trattate e sono state osservate notevoli differenze tra regione e regione, dove, con la coltura mista, accanto alla cannabis si piantano foraggio, orzo, mais, cotone, arachidi, sesamo, tabacco, verdure e frutti come melone e anguria. La produzione di resina di cannabis in Afghanistan richiede diversi passaggi. Dopo l’asciugatura del raccolto, le piante essiccate sono battute e setacciate, per produrre una sostanza in polvere localmente chiamato "Garda". Tuttavia non è stata segnalata la produzione o la vendita della parte superiore della pianta, i cui grappoli floreali sono chiamati, al di fuori dell’Afghanistan, “marijuana”, fatto che non esclude l'esistenza di una produzione di cannabis su piccola scala. Diversi strumenti di indagine sono stati utilizzati in generale e nel dettaglio, per indagare aspetti specifici della coltivazione e produzione della cannabis, attraverso il telerilevamento ed il campionamento d’immagini satellitari, incrociando dati di origine diversa come il raccolto, la trasformazione e la resa della pianta. Nel 2009, nel complesso, il valore della produzione di resina di cannabis in Afghanistan è stato stimato in US $ 39-94 milioni di euro, circa 10-20% del valore della produzione di oppio. Negli ultimi cinque anni, la coltivazione di cannabis si è spostata dal nord al sud dell'Afghanistan e si è concentrata nelle regioni con maggiore instabilità, mentre i principali flussi commerciali sembrano seguire le rotte del traffico di oppio, in particolare nelle province di Balkh, Uruzgan e Kandahar e, come per l'oppio, centri del commercio della cannabis si trovano in tutto il paese, poiché coloro che controllano il territorio tassano sia chi commercia in oppio che chi commercia in cannabis, fornendo una fonte supplementare di reddito per la guerriglia talebana.