Giovanni Addolorato
Università Cattolica del Sacro Cuore
Medicina Generale, Policlinico Gemelli Roma
Lorenzo Somaini
Dipartimento Dipendenze
SerT di Cossato (Biella)
Uno studio del Boston Medical Center (USA) sottolinea l’importanza della comunicazione tra medici circa le ulteriori terapie effettuate da pazienti in trattamento metadonico.
leggi...Il consumo di skunk, una varietà di cannabis ad alto contenuto di principio attivo (thc), può comportare seri e gravi danni alla salute psichica dei consumatori abituali sino a sfociare in psicosi.
leggi...Questo studio, pubblicato dalla Oxford University Press per conto del Consiglio Medico sull'Alcol, evidenza gli effetti dannosi causati dall'alcol in pazienti affetti dalla sindrome di Korsakoff quali perdita neuronale e micro emorragie celebrali.
leggi...Questo studio Inglese si è posto l'obiettivo di determinare quali variazioni intervengono nelle funzionalità neurocognitive e nel benessere psicologico fra i consumatori abituali di ketamina.
leggi...La dipendenza da alcol riduce fortemente l’aspettativa di vita e le donne, in particolare, risulterebbero particolarmente esposte ad un elevato tasso di mortalità.
Questo studio, condotto da un team di ricercatori scozzese, ha esaminato proprio la relazione tra le caratteristiche cliniche, l’adattamento sociale e la dipendenza da nicotina in un campione di popolazione affetto da schizofrenia.
L’Osservatorio Europeo sulle Droghe e sulle Tossicodipendenze (OEDT) ha dedicato un ampio documento tematico in cui viene descritta l’eterogeneità delle esperienze individuali di consumatori di droghe alla ricerca di trattamenti terapeutici per la gestione del craving.
Questo studio, condotto da un gruppo di ricercatori americano, ha esaminato l’efficacia del colloquio motivazionale come trattamento per ridurre il consumo di sostanze in adulti con depressione e ricoverati presso ambulatori psichiatrici.
Questo studio, condotto da un team di ricercatori americano, ha esaminato l’accesso precoce al trattamento contro il consumo di droga e i suoi sviluppi in 10 anni di consumo.
Lo studio longitudinale, condotto da un gruppo di ricercatori inglese, ha analizzato questa ipotesi esaminando un ampio campione di adolescenti maschi e femmine con e senza ADHD per un periodo di 10 anni.