Le revisioni sistematiche della letteratura scientifica che vengono qui presentate rappresentano una visione aggiornata della situazione in tema di prevenzione, trattamento e riabilitazione dall’uso di sostanze p...
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download...La Relazione presentata al Parlamento evidenzia una diminuzione dei controlli che vengono effettuati, di norma, a livello amatoriale e master.La totalità dei test è stata effettuata su eventi "in ...
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Diminuisce il consumo di sostanze stupefacenti in Italia, ciò secondo le analisi che sono state eseguite utilizzando diverse ed indipendenti fonti informative al fine di poter stimare il più correttamente possibile il fenomeno da vari punti di vista.
Calano i consumi nella popolazione generale e nella popolazione studentesca, diminuisce il numero di nuovi soggetti con bisogno di trattamento (-4%), si conferma il trend di decremento dei decessi droga correlati che passi dai 1.002 del 1999 ai 484 del 2009.
Si registra un aumento dell'1,6%, rispetto al 2008, del numero di operazioni di Polizia con un decremento del volume generale delle droghe sequestrate ad eccezione della marijuana.
Diminuisce il prezzo di vendita delle sostanze mentre la purezza delle sostanze risulta più variabile rispetto al passato.
fonte: Dipartimento Politiche Antidroga
Negli ultimi anni la prevalenza dei fumatori in Italia, anche se con qualche oscillazione, è in costante leggera diminuzione.
Il Rapporto realizzato dall’Osservatorio fumo,alcol e droga rivela che è sempre più ridotto il divario tra fumatori e fumatrici, le fumatrici sono 5,2 milioni (19,7%), gli uomini 5,9 milioni, (23,9%).
Si fuma di più nella fascia d’età tra i 45 e i 64 anni, l’età media della prima sigaretta è 17 anni.
Secondo l’indagine “Passi”, realizzata con un pool di ASL rappresentative delle Regioni, la percentuale media dei fumatori è del 28,74% nel 2009. Ci sono ampie differenze regionali con una diminuzione dei fumatori in alcune regioni del Nord e un aumento in quelle del Sud, Il Veneto è la regione più virtuosa con il 24,88% di fumatori. La percentuale più alta spetta all’Abruzzo con il 31,56%.
fonte: Ministero della Salute ed ISS
Diminuiscono i morti per droga confermando l'andamento dell'ultimo decennio, aumentano i sequestri di marijuana e anfetaminici a dimostrazione dei nuovi orientamenti dei consumatori mentre i sequestri di cocaina hanno fatto registrare nell'ultimo anno un decremento, nel complesso sequestrate quasi 33 tonnellate di droga.
Denunciate complessivamente, nel corso del 2009, 36.277 persone di cui 29.529 arrestate. I dati confermano che nel traffico di sostanze stupefacenti in Italia sono coinvolti anche molti stranieri: sul totale delle denunce il 34,24% riguarda cittadini di altri Paesi. Tra le regioni italiane si nota che Lombardia, Lazio e Campania hanno registrato il 37% delle denunce (la sola Lombardia il 25,24%) ma hanno anche inciso sul 47,51% dei sequestri complessivi.
fonte: Ministero dell'Interno
In Europa l’alcol è responsabile di 195.000 morti l’anno ed è la terza causa di mortalità prematura ed è causa di circa 60 malattie e condizioni patologiche.
Gli effetti dell’alcol portano ad un carico di mortalità prematura, disabilità e malattie croniche evitabili a fronte di una maggiore responsabilità da parte di chi beve, di chi è deputato a tutelare la salute e di chi propone le bevande alcoliche per il consumo. Il dato italiano del 2003 sul consumo medio pro capite è di 10,45 litri ed è decisamente al di sopra di quello di 6 litri da raggiungere per il 2015 .
Negli ultimi 30 anni il consumo di alcol puro pro capite è diminuito, sebbene negli ultimi anni sia stata evidenziata un’inversione di tendenza con un incremento nei consumi pro capite, ciò sembrerebbe legata principalmente al calo dei consumi di vino, mentre quelli di superalcolici e birra si mantengono rispettivamente costanti e in lieve aumento.
fonte: Istituto Superiore di Sanità
La Relazione evidenzia una prevalenza di consumatori tra le più basse ed una percentuale di astemi molto superiore alla media dei 25 paesi dell'U.E. , emergono anche delle criticità quali una prevalenza doppia rispetto alla media di consumatori quotidiani, la più alta in Europa di consumi molto frequenti ed una elevata nei comportamenti di binge drinking.
I giovani italiani di 17-18 anni si distinguono per una prevalenza di consumi di alcolici frequenti tra le più basse in Europa; l'aspetto di maggiore debolezza nella popolazione giovanile è la bassa età del primo contatto con le bevande alcoliche , 12,2 anni di età contro i 14,6 della media europea (primato negativo nei 25 dell'U.E.) e l'alta prevalenza di consumatori di bevande alcoliche in età al di sotto di quella legale pari al 17,6% dei giovani tra gli 11 ed i 15 anni.
fonte: Ministero della Salute