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L' Olanda propone di chiudere i coffee-shop

28/07/2011

categoria: Strategie e Management - di: Redazione Drog@news - fonte: Nederland. Government

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In Olanda dal 1976 è possibile comperare e consumare, in locali aperti al pubblico conosciuti in tutto il mondo come “coffeeshop”, un quantitativo di marijuana e/o hascisc che non deve superare i 5 gr. per persona. Oggi sono attive più di 700 licenze che afferiscono ad altrettanti esercizi commerciali (un numero stabile da circa 10 anni) dediti a questo lucroso business. In una rilevazione del 1995 il numero dei locali superava le 1500 unità (ed ulteriori 600 non completamente regolarizzati). Amsterdam è il centro con la maggiore densità (quasi 500 licenze) di questo tipo di negozi, sovente organizzati in franchising. Recentemente il Consiglio di Stato con sede all’Aia ha emanato un sentenza dove ha espresso parere favorevole al divieto di accesso in questi locali per i cittadini stranieri. La proposta di revisione legislativa viene da Coskun Çörüz promotore del progetto: "La droga ti fa male, crea problema di criminalità e di salute dunque deve essere fermata". Questo nuovo piano di contrasto si andrebbe ad incardinare nella strategie governativa contro la tossicodipendenza. Çörüz , parlamentare esperto in legislazione antidroga ha lanciato la sua proposta partendo dall’assunto che se il divieto di vendita di sostanze stupefacenti agli stranieri è dettato da motivi di prevenzione per tutelare la salute dei cittadini, non c'è motivo per cui questo non debba applicarsi anche agli olandesi.  “La sentenza – ha dichiarato il senatore Carlo Giovanardi -  è la testimonianza che è fallita la politica antiproibizionista e con lei tutto un sistema che per anni si è messo sul piedistallo puntando il dito verso chi ha sempre lottato contro il flagello delle droga."Si tratta di una svolta epocale - ha aggiunto Giovanni Serpelloni, capo del DPA  - la volontà di arrivare alla chiusura dei coffe shop testimonia che anche l'Olanda si arrende alle evidenze scientifiche e ai danni cerebrali che tale sostanza è in grado di provocare e che sempre più vengono evidenziati dalle ricerche avanzate nel campo delle neuroscienze".


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