
14/07/2011
categoria: Strategie e Management - di: Redazione Drog@news - fonte: Commissione Europea
La Commissione Europea, per voce del Vicepresidente e Commissario europeo per la Giustizia Viviane Reding, ha preso una forte posizione nei confronti della diffusione nel vecchio continente delle cosiddette “nuove droghe”. Sostanze psicoattive che, mai come oggi, stanno diventando così ampiamente disponibili e di facile accesso. Prodotti il più delle volte tossici, che possono creare dipendenza ed avere effetti nocivi a lungo termine su organi e sistemi. È strategico rafforzare le norme vigenti per impedire che i giovani cedano alla pericolosa seduzione di articoli, il più delle volte venduti come profumatori d’ambiente o sali da bagno. Le autorità politiche e sanitarie di Bruxelles ritengono opportuno predisporre nei prossimi mesi nuovi piani d’intervento e contestualmente il miglioramento del quadro normativo a contrasto del fenomeno. Un nuovo piano strategico che servirà per arginare un problema divenuto oggi un allarme sociale. Si tratta di prodotti venduti liberamente, soprattutto negli smartshop o sulla rete web, che provocano effetti simili all’ecstasy o alla cocaina. La Commissione sta esaminando il modo in cui rendere più efficaci le norme dell’UE e presenterà una serie di opzioni al riguardo, in quanto uno dei suoi ruoli è quello di proporre agli Stati membri di mettere sotto controllo le nuove droghe. Tali proposte vengono recepite anche dall’Italia attraverso il Dipartimento Politiche Antidroga che con il Sistema Nazionale di Allerta Precoce (N.E.W.S. www.allertadroga.it) che acquisisce e scambia rapidamente informazioni sulle nuove droghe a livello nazionale ed europeo e valuta i loro rischi per la salute intervenendo, quando necessario, con azioni di controllo, quali ad esempio, l’inclusione in tabella I delle nuove sostanze stupefacenti (D.P.R. 309/90).