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Allarme khat, cresce il consumo in Europa

07/07/2011

categoria: Strategie e Management - di: Redazione Drog@news - fonte: EMCDDA

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Il khat o qāt (Catha edulis, famiglia delle Celastraceae) è una pianta originaria delle regioni orientali dell'Africa e molto diffusa nella penisola Arabica. Le foglie di questa pianta contengono un alcaloide dall'azione stimolante, che provoca da un lato stati di eccitazione e dall’altro una forte dipendenza. In Europa il numero delle persone che masticano khat è in costante crescita e la portata del fenomeno inizia a destare preoccupazione nelle autorità sanitarie del vecchio continente. Ciò, è quanto emerge dal recente documento presentato dall’Agenzia Europea sulle Droghe (OEDT) intitolato “Khat use in Europe: implications for European” e pubblicato sull’ultimo numero dell’EMCDDA’s Policy Briefing “Drugs in focus”. Con questo lavoro l’European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction di Lisbona desidera proporre ai policy makers, ai referenti sanitari ed a tutti gli esperti di settore, una seria riflessione sui danni che l’uso di khat provoca alla salute. Nel corso degli ultimi tre decenni, le attività che ruotano attorno a questa pianta sono divenute importanti fonti di occupazione, reddito nei paesi del Corno d'Africa. Data la sua resistenza alla siccità e basso fabbisogno di manodopera, oggi la sua coltivazione risulta essere una scelta interessante per i produttori che hanno cominciato ad esportare le foglie verso l’Europa. Secondo il direttore dell'OEDT Wolfgang Götz sussistono ad oggi due problematiche legate a questa sostanza, che urge risolvere quanto prima: la prima è legata alla sua lenta ma progressiva propagazione; la seconda è connessa alla carenza di dati epidemiologici (modelli di evoluzione di utilizzo, eventuali conseguenze socio-economiche e sanitarie) che sarebbero utili per inquadrare con miglior precisione il problema.


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