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Consumo di droghe sintetiche tra i ragazzi, fari puntati sulla benzilpiperazina

12/05/2011

categoria: Aspetti Psico Socio Educativi - di: Redazione Drog@news - fonte: Medical News Today

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Negli ultimi anni si è assistito ad un notevole cambiamento in merito al contenuto dell'ecstasy. Infatti in molte compresse, sono state trovati altri principi attivi che vengono inconsapevolmente assunti dai consumatori che si espongono a gravi rischi di tipo sanitario legati all’assunzione di molecole tossiche non conosciute. Le compresse di “finta” ecstasy hanno spesso aspetto, forma, colore e loghi del tutto simili a quelle dell’ecstasy, traendo ulteriormente in inganno i consumatori. Tra queste la benzilpiperazina (BZP), una droga sintetica ad effetto stimolante che ha fatto la comparsa nel mondo delle droghe ricreazionali alcuni anni fa in Europa e che è stata spesso commercializzata proprio come fosse “ecstasy”, pur non essendo correlata a quest’ultima in termini di struttura chimica.La BZP in Italia è stata posta sotto controllo (D.P.R. 309/90) nel 2007 così come in numerosi altri paesi nel mondo proprio a causa della sua tossicità, che viene ulteriormente confermata da una recente attività di ricerca. La dottoressa Vaughan della Anglia Ruskin University nel Regno Unito  e collaboratori hanno effettuato degli esperimenti per valutare la tossicità in vitro della benzilpiperazina. I ricercatori hanno presentato i dati preliminari della loro ricerca alla conferenza annuale dell’American Academy of Forensic Sciences, l’accademia americana delle scienze forensi, lo scorso febbraio, i cui dati sono stati ripresi dalla rivista Medical News Today. In particolare i ricercatori hanno considerato il fatto che diverse partite di droga possono avere effetti tossici diversi proprio a causa della provenienza e delle lavorazioni clandestine che ne determinano una notevole variabilità nella composizione, sia in termini di principio psicoattivo che di impurezze. Così testando in vitro delle miscele di BZP contenti anche i precursori della sua sintesi in quantità analoghe a quelle riscontrate nelle compresse clandestine, hanno evidenziato che la BZP mostrava tossicità sulle cellule di rene mentre il precursore piperazina, sulle cellule di fegato. I ragazzi spesso non sanno quello che assumono perché le composizioni cambiano continuamente, con tossicità correlabile anche alle impurezze provenienti dalla preparazione clandestina di queste droghe che li espone a rischi elevati.


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