
28/01/2011
categoria: Focus On - di: Sen. Carlo Giovanardi
Compito del Governo è quello di garantire norme
giuridiche che supportino anche una mirata azione preventiva contro il
diffondersi di sostanze stupefacenti, a fronte di una programmazione
progettuale supportata dalle evidenze scientifiche che punti anche ad
corregge l’idea strisciante nella pubblica opinione sul fatto che l’uso di
sostanze, quali la cannabis, non sia pericoloso per la salute umana e per la
società.
Riscontri positivi, in tal senso, arrivano sul versante del
controllo e contrasto degli eventi musicali illegali. Infatti grazie
al monitoraggio dell’unità web del DPA, dal 28 di ottobre 2010 ad oggi sono
stati individuati ben 14 eventi illegali sparsi su tutto il territorio italiano
da nord a sud e segnalati per competenza a prefetture, questure e comuni. Dei
14 eventi musicali illegali più della metà sono stati fermati prima che
avessero inizio, impedendo così lo smercio e l’uso di sostanze
stupefacenti e, contemporaneamente, arginando i rischi sanitari legati alla libera circolazione e assunzione
di sostanze stupefacenti. Halloween Friends, Avaiki, Otturbatoidi, Dirty fox,
questi alcuni dei nomi degli eventi musicali che sono stati individuati e
fermati grazie alla attività del
Sistema Nazionale di Allerta del Dipartimento Politiche
Antidroga attraverso il progetto “Rave Party Prevention”, realizzato
in collaborazione con la
Croce Rossa Italiana, la Direzione Centrale per i Servizi
Antidroga (DCSA), la Polizia delle Comunicazioni e il Ministero della Salute.
Attraverso il
progetto “Rave Party Prevention” stiamo cercando di adottare tecniche di
individuazione precoci delle date e delle location di questi eventi illegali
che nella maggior parte dei casi non vengono pubblicizzate apertamente ma attraverso siti internet
specializzati. L’attività
illecita alla base di questi raduni
deve essere bloccata per la salvaguardia e la sicurezza dei nostri giovani. Si
precisa che non siamo contro i raduni musicali in generale, ma pretendiamo che
essi vengano fatti nel rispetto, prima di tutto, delle regole che assicurano la
sicurezza dei partecipanti e la non circolazione delle droghe.
Altra attività di prevenzione che conferma il buon esito di un’azione coordinata fra la formulazione di
nuovi strumenti normativi ed un efficace controllo sul territorio è quella messa in essere per debellare lo
smercio di cannabinoidi sintetici reperibili presso gli smart shop e via
Internet e che hanno già causato, dal 2009, 18 casi di intossicazione acuta con
accesso al pronto soccorso. Gli ultimi sei mesi del 2010 hanno visto le Forze
dell’Ordine di tutto il Paese eseguire serrati controlli per contrastare la
vendita di prodotti tossici,
contenenti cannabinoidi sintetici. L’attività
ha portato alla chiusura di diverse attività
commerciali in 17 città. I Nuclei
Antisofisticazione e Sanità (N.A.S.)
dei Carabinieri, in particolare, sono stati impegnati nell’operazione “Profumo
di droga” che ha interessato le città
di Milano, Roma e Napoli e che ha portato al sequestro di numerosi prodotti
illeciti e alla chiusura anche di
una ditta distributrice del Nord
Italia. Nel corso del 2010 si è giunti quindi alla tabellazione di due
cannabinoidi sintetici, JWH-018 (noto come N-joy) e JWH-073 (comunemente
chiamato Spice), e di un’altra pericolosa sostanza: mefedrone, un catinone
sintetico. Attualmente, stiamo lavorando per rendere illecite anche altre molecole già associate ad altri casi
di intossicazione nel nostro Paese e in Europa.
Oggi è stato
raggiunto un importante obiettivo in collaborazione con il Ministero della
Salute, che si concretizza in uno snellimento delle procedure di tabellazione
di tali sostanze, portando i tempi di
inserimento a pochissimi mesi, con la possibilità
di mettere al bando preventivamente prodotti riconducibili ad uno stesso gruppo
di molecole; ne è riprova quanto espresso nell’ordinanza del 3 dicembre 2010
adottata dal Ministero della Salute, nella quale si legge che “in attesa della
definizione della procedura per l’inserimento del JWH 250 nella tabella I
del DPR 309/90, dispone il divieto di fabbricazione importazione, immissione
sul mercato e vendita anche via
internet dei prodotti denominati Forest Green, Jamaican Spirit, Star of Fire, Amazonas, Amazonas Vanilla,
B-52 e Jamaican Gold, e sottolineo quanto il fatto sia positivo per permettere alle forze del’Ordine di
attivarsi quanto più rapidamente possibile.
E’ importante,
quindi, continuare insieme al Ministero della Salute e al Sistema di Allerta,
nell’attività di monitoraggio e di informazione delle prefetture, delle
questure e delle procure per un controllo capillare del territorio che impedisca la diffusione di nuove sostanze
e la creazione di nuove reti di distribuzione e vendita
delle stesse.itengo corretto ricordare che queste attività di prevenzione e controllo sono programmate
all’interno Piano d’Azione Nazionale ora all’attenzione delle Regioni, e
nell’interesse comune, invito
quest’ultime ad aderire alle occasioni di incontro fissate a livello nazionale
per coordinare un’azione comune ed evitare
che il Governo attui un piano e la Regione un altro.