in collaborazione con:
Page A
separator
news

Statistiche

numero visualizzazioni: 1640
punteggio:
votanti: 1
vota

Traduci

Seleziona la lingua

Segnala

Tag Cloud


Consumo di cocaina, cuore a rischio

30/08/2010

categoria: Neuroscienze - di: Redazione Drog@news - fonte: British Journal of Clinical Pharmacology

immagine rappresentativa della notizia

La cocaina ha effetti nocivi importanti nei pazienti con una tossicità acuta data dal consumo della sostanza, in particolare sul sistema cardiovascolare con la comparsa di aritmie che vanno dalla tachicardia sinusale benigna alla tachicardia ventricolare, fino alla fibrillazione atriale. Due meccanismi sono importanti nella genesi delle aritmie indotte dall’uso di cocaina. Il dottor Robert S. Hoffman della University School of Medicine and City Poison Center di New York ha recentemente pubblicato una revisione a completamento di una precedente opera (O’Leary & Hancox) sugli effetti elettrofisiologici della cocaina sul sistema cardiovascolare. La sostanza aumenta la concentrazione sanguigna di catecolamine che, a loro volta, aumentano la frequenza cardiaca. La conseguente tachicardia funge da innesco per un ritmo cardiaco alterato. Secondariamente, la cocaina può causare ischemia e infarto cardiaco a causa dei fenomeni di dispersione e ripolarizzazione che creano un substrato ideale per le aritmie. Nei pazienti con tossicità acuta da cocaina è tuttavia ancora poco conosciuta la frequenza e il tipo di queste aritmie, la probabile eziologia dei disturbi (se per eccesso di catecolamine, per blocco dei canali del sodio e del potassio, per gli effetti sul sistema del calcio), se la comparsa di ischemie ed infarti miocardici sia un fenomeno isolato o venga modulato da fenomeni come l’ipertermia, l’acidosi, l’ipossia e le anormalità elettrolitiche date dal consumo della sostanza. Il dottor R.S. Hoffman si è focalizzato in particolare sulla diagnosi e il trattamento di pazienti con aritmie cardiache associate al consumo di cocaina. Lo studioso prende in considerazione diversi tipi di farmaci per il trattamento dei disturbi (somministrazione di magnesio, lidocaina) ma soprattutto l’utilizzo di cure intensive in reparti con programmi specifici di disintossicazione dalla sostanza


    separator