
27/08/2010
categoria: Prevenzione - di: Redazione Drog@news - fonte: Addiction
I programmi di prevenzione del fumo realizzati nelle scuole sembrano avere un effetto benefico spostando in avanti l’età di inizio d’uso del tabacco. Spostamento che, a sua volta, faciliterebbe l’abbandono del fumo in età adulta. Meno probabilità di smettere di fumare esistono invece per coloro che iniziano molto presto.
Sono queste le basi di uno studio realizzato in Gran Bretagna dove, osservano i ricercatori, due terzi dei fumatori o ex fumatori ha iniziato a fumare prima dei 18 anni.
Partendo da tali evidenze dunque, gli studiosi hanno voluto capire se lo spostamento in avanti dell’età d’inizio d’uso di tabacco possa avere effetti benefici sulla durata della vita, accrescendo le probabilità di smettere di fumare in età adulta. I dati estratti dal General Household Survey della Gran Bretagna sono stati utilizzati per esaminare la relazione tra l’età in cui si inizia a fumare regolarmente e la probabilità che il fumatore smetta di fumare in età adulta. Degli oltre 48mila intervistati, il 39% di coloro che avevano più di 25 anni ha detto di aver iniziato a fumare prima dei 16 anni, il 41% ha iniziato tra i 16 e i 18 anni, il 19% tra i 19 e i 25. L’età media di primo uso del tabacco è risultata essere, dunque, 17,1 anni.
Se ritardare l’inizio dell’uso di tabacco può favorire l’abbandono in età adulta, l’inizio precoce abbassa questa possibilità perché tale propensione può derivare da fattori ambientali e genetici i quali, probabilmente, predispongono gli individui a iniziare presto a fumare incontrare più difficoltà nello smettere in seguito. Lo studio, concludono dunque gli autori, conferma che il precoce inizio d’uso del tabacco è correlato con l’elevato rischio di persistenza del fumo in età adulta.
M. Jit, P. Aveyard, P. Barton, C.A. Meads, Predicting the life-time benefit of school-based smoking prevention programmes, Addiction, June 2010, Vol. 105, Issue 6, pp.1109-1116