
05/08/2010
categoria: Strategie e Management - di: Redazione Drog@news - fonte: United Nations Office on Drugs and Crime
L’Afghanistan
è considerato
l’epicentro mondiale della produzione di oppio. L’instabilità politica, la corruzione dei governi e il proliferare
della criminalità organizzata
amplifica ed allarga il fenomeno in quasi tutte le nazioni del medio oriente. Ad
esempio, la
Repubblica islamica dell'Iran (ad occidente dell'Afghanistan)
viene considerata come il principale paese di transito per l'eroina e l’oppio, come a sud-est il
narcotraffico contribuisce alla destabilizzazione del Pakistan. Contestualmente
ripercussioni negative si evidenziano anche in Asia sia centrale che del nord.
Per questo,
l’United Nations Office
on Drugs and Crime ha pianificato ed attivato, già da molti mesi, articolati
programmi di prevenzione e contrasto, propedeutici ad una migliore
collaborazione interforze fra i paesi coinvolti nel fenomeno. Sulla scia di
questo impegno l’UNODC e l’Organization for Security and Cooperation in Europe hanno recentemente
organizzato (ad Astana, in Kazakistan) un seminario regionale sulla cooperazione
internazionale con particolare attenzione agli aspetti penali connessi alla
droga.Il workshop, avviato con l’auspicio di favorire lo scambio di dati ed
esperienze, ha sviscerato tematiche sensibili come l'estradizione, l'assistenza
giudiziaria, il sequestro, il congelamento e la confisca dei beni e lo scambio
di dati tramite un casellario
giudiziario condiviso.Un’incontro rivelatosi molto positivo a cui hanno partecipato i rappresentanti di
Afghanistan, Iran, Kazakistan, Kirghizistan, Pakistan, Tagikistan, Turkmenistan
così come dell'Australia, della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, dell'Unione Europea, della
Federazione Russa, e degli Stati Uniti d'America.