
23/07/2010
categoria: Prevenzione - di: Redazione Drog@news - fonte: Dipartimento Politiche Antidroga
La tossicodipendenza è un malattia cronica del cervello. E’ quanto dimostrato dalle evidenze scientifiche degli ultimi anni. L’uso di sostanze stupefacenti altera in maniera irrimediabile le strutture cerebrali con gravi conseguenze sulla salute psicofisica di chi che ne fa uso. In particolare, l’uso di droga porta al danneggiamento delle strutture cerebrali coinvolte nella socializzazione, nell’apprendimento e nella gratificazione. Per questo, il Dipartimento Politiche Antidroga ha deciso di attivare il progetto “Brainsearch” che, attraverso l’utilizzo della risonanza magnetica funzionale in alto campo, può dimostrate quali effetti nocivi permanenti possa provocare l’uso di sostanze sul funzionamento cerebrale. Data la sua natura scientifica, il progetto può avere una ricaduta sulle politiche di prevenzione mirate principalmente agli adolescenti e relative non solo all’abuso di sostanze ma anche semplicemente all’uso occasionale. Il progetto, affidato alla Regione Veneto e realizzato dal Dipartimento delle Dipendenze ULSS 20 di Verona - Dipartimento Neuroscienze, si avvale della collaborazione di istituti internazionali come il National Institute on Drug Abuse, l’Ernest Gallo Clinic Research e lo Yale Institute. “Brainsearch” si articola in due fasi: nella prima si propone di definire un modello neuroanatomico sperimentale delle aree cerebrali coinvolte nell’attivazione del comportamento compulsivo di assunzione di droga ( craving) e di controllo volontario di tale condizione (resisting). Nella seconda fase vengono quantificati i cambiamenti morfo-strutturali, metabolici e vascolari che si manifestano nel cervello di chi assume droghe. Per lo studio verranno reclutati soggetti con diagnosi di dipendenza da cocaina. Risulta chiaro come un orientamento verso le neuroscienze, anche nel campo della tossicodipendenza, possa essere di supporto agli operatori sanitari nel quotidiano rapporto con i pazienti.