
23/07/2010
categoria: Editoriale - di: Dott. Giovanni Serpelloni - fonte: Dipartimento Politiche Antidroga
L’utilizzo di test rapidi che consentano l’identificazione di sostanze stupefacenti nei fluidi corporei è una prassi abbastanza consolidata quando si ha la necessità di sottoporre un soggetto a screening immediato e ottenere, quindi, una risposta analitica; il loro utilizzo però potrebbe esporre al rischio di “false risposte” per la ridotta specificità e sensibilità rispetto alle classiche metodiche di laboratorio immunoenzimatiche e spettrofotometriche. La stessa letteratura scientifica riporta numerosi studi che evidenziano come gli esiti dei differenti test rapidi siano spesso difformi non solo rispetto ai risultati degli esami condotti in laboratorio ma anche tra di loro. Infatti i vari test attualmente in commercio presentano differenze di cut-off per sostanza rilevabile, diversa reattività crociata tra sostanze e relativi metaboliti, oltre a differenti panel di sostanze rilevabili in contemporanea sulla singola slide (multidrug test).
Il progetto Tox Test, è stato pensato per realizzare uno studio multicentrico nazionale per l’identificazione di strumenti tecnici che siano il più affidabili possibili nella determinazione della presenza di sostanze stupefacenti nella saliva, al fine di superare l’incertezza clinica presunta dei vari sistemi di drug testing rapidi. Una potenziale applicazione dei test rapidi infatti potrebbe essere il loro impiego negli accertamenti eseguiti sui conducenti di autovetture, mutuando quindi quanto già valido per l’alcol test in caso di guida in stato d’ebbrezza.
Le attività progettuali saranno, infatti condotte in coordinamento con le attività previste dal Protocollo D.O.S. per l’accertamento della guida in condizioni psicofisiche alterate dovute all’assunzione di alcol e sostanze stupefacenti.
Lo studio prevede la partecipazione di 12 equipe operative della polizia stradale dislocate su tutto il territorio nazionale. Previo opportuno training, le varie pattuglie dovranno essere in grado di eseguire e valutare i risultati dei test rapidi sottoposti ad indagine sperimentale a quei soggetti fermati e per i quali si sospetta un consumo di sostanze stupefacenti. A conferma delle risposte ottenute dai test rapidi saranno condotte analisi di laboratorio di tipo cromatografico che validino la situazione tossicologica rilevata del soggetto fermato. I dati saranno poi valutati con test statistici parametrici. La popolazione prevista ai fini della validità e della potenza del campione è di circa 1000 soggetti, per complessivi 2000 test eseguiti su quattro reattivi differenti.
Pertanto, qualora il protocollo operativo e gli strumenti testati si dimostrassero idonei, verrà presentata una proposta per l’adeguamento della normativa in vigore che ne riconosca il valore probatorio e ne permetta l’utilizzo indifferentemente da parte di tutte le Forze di Polizia in ambito nazionale, come avviene per gli etilometri.