
08/06/2010
categoria: Aspetti Psico Socio Educativi - di: Redazione Drog@news - fonte: Secondo Congresso Neuroscienze
Questo è il messaggio che il dottor Gilberto Gerra, rappresentante dell’UNODC per il dipartimento di salute e prevenzione sulle droghe, lancia dal palco della Gran Guardia durante l’inaugurazione del secondo convegno nazionale sulle neuroscienze che si sta svolgendo in questi giorni a Verona. I bambini cresciuti con deprivazione affettiva o in contesti familiari critici hanno, da un punto di vista neurologico, una ridotta quantità di recettori della dopamina e della setoronina, condizione che li può predisporre all’uso di droghe e li può rendere vulnerabili alla dipendenza. L’individuazione precoce dei comportamenti a rischio può prevenire l’uso di sostanze stupefacenti e lo sviluppo di dipendenza, attraverso interventi di prevenzione mirati e programmi di sostegno che coinvolgono le famiglie e gli educatori. Per tale ragione è fondamentale promuovere nelle scuole, già in quella primaria, screening psico comportamentali a favore delle famiglie più indigenti. Le neuroscienze, analizzando ed esaminando i meccanismi dello sviluppo e del funzionamento cerebrale, vengono dunque in soccorso a genitori ed educatori ma anche alle istituzioni. "Possedere queste conoscenze - ha concluso Gerra - è una responsabilità che non possiamo ignorare. Tutti coloro che sono coinvolti nell'educazione dei giovani devono tenere presente che laddove i geni propongono, l'approccio educativo e affettivo dispongono".