
08/06/2010
categoria: Diagnosi, Clinica e Terapia - di: Redazione Drog@news - fonte: Early Human Development
La cannabis è una delle sostanze illecite maggiormente utilizzate nei paesi occidentali. In Europa è stato riscontrato che il suo consumo tra i giovani è aumentato da una media del 5% nel 1990 ad una media del 15% nel 2005. Purtroppo il consumo di questa sostanza avviene anche in gravidanza, provocando gravi disturbi a livello fetale.
Questo studio olandese mira a constatare la ridistribuzione del sangue nel feto in seguito all’esposizione intrauterina di cannabis attraverso il monitoraggio delle madri e dei bambini fin dall’inizio del periodo di gestazione. In gravidanza l'emodinamica fetale è stata valutata attraverso misurazioni ad ultrasuoni sia nei feti esposti alla cannabis che in un campione di controllo. Inoltre è stata fatta una distinzione tra le donne che assumevano cannabis in gravidanza in maniera continua (n=9), coloro che ne hanno fatto uso solo durante le prime settimane di gravidanza (n=14), le donne che hanno fatto uso di tabacco in maniera continua (n=85) e quelle che hanno fumato tabacco solo all’inizio della gravidanza (n=92) ed infine, quelle che non hanno fatto uso né di tabacco né di cannabis durante tutto il periodo della gravidanza (n=85).
Dalle analisi effettuate risulta che l’uso continuato di cannabis è associato ad un aumento dell’indice di pulsatilità e di resistenza dell’arteria uterina; tali livelli risultano essere più bassi se confrontati con l’utilizzo prolungato di tabacco. Infine, i risultati di questo studio suggeriscono che l’esposizione intrauterina alla cannabis in gravidanza è associata a cambiamenti nella programmazione emodinamica del sistema vascolare.
El Marroun H., Tiemeier H., Steegers E., Roos-Hesselink J.W., et al., A prospective study on intrauterine cannabis exposure and fetal blood flow, Early Hum Dev., 2010 Apr;86(4):231-6.