
29/04/2010
categoria: Prevenzione - di: Redazione Drog@news - fonte: NIDA
Secondo un recente studio pubblicato dal National Institute on Drug Abuse (NIDA), è possibile raggiungere una più alta percentuale di astinenza dal fumo tra le donne in stato di gravidanza se, insieme alle raccomandazioni e osservazioni dei ginecologi, vengono distribuiti incentivi mirati a questo scopo ed inseriti in specifici programmi di prevenzione. La ricerca è stata svolta dall'Università del Vermont ed ha riguardato 82 donne con basso reddito, in stato di gravidanza, coinvolte in un programma detto Voucher-Based Reinforcement Therapy (VBRT) nato, in origine, per contrastare l'uso di cocaina. Il VBRT prevede la distribuzione di "buoni acquisto" alle pazienti che raggiungono nel corso del trattamento degli obiettivi prefissati, verificati periodicamente. L'indagine ha riscontrato un aumento del numero di donne che ha smesso di fumare e non ha più fatto uso di sigarette fino a tre mesi dopo il parto. La percentuale è risultata fino a quattro volte più alta, rispetto alle pazienti del gruppo di controllo. Lo studio ha accertato che sottoporsi a un programma che aiuti a smettere di fumare come il VBRT, contribuisce ad un maggiore sviluppo del feto durante la gravidanza. Studi precedenti, infatti, avevano già mostrato una correlazione tra astinenza dal fumo, crescita del feto e maggiore peso del neonato. I dati sperimentali non hanno confermato con sufficiente evidenza queste attinenze. Se è provato, infatti, che l'uso di tabacco ritarda la crescita nel grembo materno, è più difficile dimostrare che la sua astinenza ne accresca lo sviluppo. In conclusione, una valutazione complessiva del VBRT ha mostrato che il programma si è dimostrato molto efficace, confermando la sua importanza anche per quanto riguarda la salute del feto.
Heil S.H., et al., Effects of voucher-based incentives on abstinence from cigarette smoking and fetal growth among pregnant women, Addiction 103(6):1009-1018, 2008.