
05/04/2010
categoria: Editoriale - di: Dott. Giovanni Serpelloni
Spesso i ragazzi e i genitori che si rivolgono a noi, a volte
anche con scetticismo, ci chiedono quali siano i reali danni delle droghe e
dell’alcol sul cervello. Pensano che in realtà le nostre raccomandazioni a non
usare alcun tipo di droghe siano solo allarmismi. Le argomentazioni
scientifiche, che possiamo produrre per dimostrare
quanto le sostanze possono essere dannose per il proprio cervello e quindi per
la mente, sono moltissime ma spesso di difficile
comunicazione e spiegazione per la loro
complessità scientifica. Una informazione su tutte però
appare particolarmente comprensibile nella sua drammatica chiarezza: il cervello
comincia la sua maturazione acquisendo gli stimoli del mondo esterno a partire
dalla nascita, ma completa tale processo tra i 20 e i
21 anni con importanti varianti individuali. La figura riportata qui di lato illustra tale evoluzione dove le aree giallo, verde, arancione rappresentano le
aree di immaturità cerebrale particolarmente presenti nei primi anni di vita, che vanno via riducendosi col progredire dell’età fino a
raggiungere la completa maturazione, rappresentate dal colore blu-viola dopo i
20 anni.
Come è comprensibile, durante tutto questo processo le cellule
cerebrali sono particolarmente sensibili e la loro fisiologia e naturale
maturazione può venire facilmente alterata e deviata dai forti stimoli
provenienti dall’esterno quali per l’appunto quelli prodotti dalle droghe e
dall’alcol. Va chiarito, che tutte le sostanze stupefacenti
sono psicoattive e in grado, anche a basse dosi, di interferire con questa
maturazione cerebrale. Mentre le cellule cerebrali maturano e le relazioni tra
esse si consolidano, la persona sviluppa sempre di più la sua personalità e il
suo funzionamento mentale. Risulta, evidente
anche ai non esperti che, se il cervello di un ragazzo in piena maturazione,
viene bombardato con sostanze in grado di stimolare enormemente e intossicare
le cellule nervose in evoluzione (e quindi
particolarmente sensibili) non potrà avere uno sviluppo fisiologico ma sarà
deviato dalla sua naturale evoluzione. I danni
quindi, che queste sostanze sono in grado di produrre nel cervello dei ragazzi,
che è la fascia di popolazione che ci preoccupa di più, scardinano importanti e
delicati sistemi neuropsicologici all’interno di un sistema cerebrale in piena
maturazione, creando, oltre a documentabili danni fisici, anche il persistere
di percezioni alterate del proprio essere e del mondo esterno. Queste
percezioni vengono memorizzate dall’individuo creando quindi una distorsione
cognitiva che può permanere per moltissimo tempo se non addirittura per tutta
la vita, condizionando il “sentire”, il“pensare”, il “volere” e, in ultima
analisi, il proprio comportamento. Molti ragazzi usano nell’età
dell’adolescenza droghe e alcol esponendo se stessi ad una violenza neurologica
e psichica di cui ignorano sicuramente la gravità. Auspichiamo che, quanto scritto fino ad
ora, possa far riflettere i giovani sulla scelta migliore da fare, una scelta,
che speriamo metta sempre al primo posto il bene più prezioso da tutelare: la
vita.