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Dipendenza da nicotina: uno studio sui principali trattamenti per smettere di fumare

15/02/2010

categoria: Farmacologia e Tossicologia - di: Redazione Drog@news - fonte: Pharmacological Reports

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Una delle sostanze più comuni, legali e che creano dipendenza è la nicotina. La rivista Pharmacological Reports, nell'ultimo numero del 2009, ha pubblicato una revisione sulle principali farmacoterapie utilizzate per combattere questa dipendenza, realizzata da tre ricercatori del Dipartimento di Farmacologia dell'Accademia delle Scienza polacca. Attualmente, rilevano gli studiosi, la terapia sostitutiva comporta la sostituzione della nicotina con gomme da masticare, cerotti, tavolette sublinguali, spray nasali e inalatori, approvati dalla statunitense Food and Drug Administration e dall'Agenzia Europea del farmaco. Questo tipo di terapia è sicura per l'organismo grazie alla mancanza delle sostanze nocive contenute nel fumo. Tuttavia, non funziona in modo soddisfacente su tutti i fumatori e al suo posto viene spesso utilizzato il bupropione che, secondo studi recenti, nella sua formulazione a lento rilascio prolunga l'astinenza da nicotina. Un altro farmaco usato per smettere di fumare è la citisina il cui utilizzo però può portare intossicazione da nicotina ed irritazioni locali. Un promettente approccio terapeutico utilizzato nella dipendenza da nicotina è la vareniclina, che produce meno effetti collaterali rispetto alle altre terapie farmacologiche Sono impiegati anche  i farmaci così detti di seconda scelta come la triptilina, raccomandata nei fumatori con sintomi depressivi, e la clonidina, farmaco ipotensivo che riduce i sintomi dell'astinenza. Spesso l'efficacia delle terapie farmacologiche è limitata a causa degli effetti collaterali. Il bupropione, ad esempio, è  associato alla comparsa di tachicardia, mal di testa, nausea, ipotensione, bocca secca, disturbi gastrointestinali, insonnia e tremore muscolare. L'impiego di nortriptilina e clonidina può causare bocca secca, sonnolenza e stanchezza. Tra i nuovi composti sotto esame c'è il rimonabant che però provoca pesanti effetti indesiderati. I ricercatori infine ricordano l'importanza degli  studi sperimentali dei vaccini antinicotina che stimolerebbero la produzione di anticorpi e bloccherebbero il passaggio della nicotina al cervello, favorendo la cessazione dell'abitudine al fumo.

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 Zaniewska M., Przegalinski E., Filip M., Nicotine dependence – human and animal studies, current pharmacotherapies and future perspectives, Pharmacological Reports, 2009, vol.61 - issue 6, pp.957-965


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