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Identificazione di sostanze psicoattive in campioni di natura sconosciuta

03/02/2010

categoria: Tecniche Analitiche - di: Redazione Drog@news - fonte: Forensic Science International

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Le “designer drug” sono droghe sintetizzate in laboratorio, la cui diffusione è sempre più ampia, costituite da strutture chimiche spesso non ancora presenti nelle liste di sotanze monitorate da un punto di vista legislativo. Ne emerge la necessità per gli operatori del settore, di intervenire prontamente alla identificazione e caratterizzazione di sostanze nuove, per contrastare il fenomeno.
Una ricerca che verrà pubblicata sulla rivista Forensic Science International, riporta l’analisi effettuata su 4 capsule recapitate anonimamente presso il Royal Adelaide Hospital, nell’Australia del Sud, provenienti presumibilmente da un rivenditore su Internet, nel quale tali prodotti venivano definiti per uso non umano, ma percepiti dagli utenti attraverso forum di discussione, come “sicuri” e “legali”. Questo nonostante la descrizione della composizione dei prodotti venduti non fosse disponibile da parte del rivenditore. Le analisi dei componenti attivi presenti nelle capsule, effettuata da un team di ricerca guidato da Andrew Camilleri del gruppo di Scienze Forensi ad Adelaide in Australia, hanno prodotto come risultato la presenza di molecole appartenenti alla classe delle fenetilamine, note per le proprietà stimolanti del sistema nervoso centrale. Nei campioni sono stati identificati quattro diversi prodotti: il 4-metilmetcatinone,  la 2-fluorometamfetamina, l’α-ftalimidopropiofenone e l’N-etilcatinone, distribuiti singolarmente o in associazione tra loro e con caffeina, a seconda della capsula analizzata. Nell’articolo vengono riportati, in particolare,  i dati relativi alle analisi in GC-MS e NMR del 4-metilmetcatinone e dell’α-ftalimidopropiofenone, composti  per i quali la letteratura scientifica riportata fino ad ora, aveva fornito poche informazioni. Inoltre, l’identificazione del 4-metilmetcatinone è stata effettuata per confronto dei risultati analitici con quelli ottenuti analizzando il composto sintetizzato dal gruppo di ricerca stesso. Lo spettro di massa effettuato dopo aver derivatizzato il composto con anidride pentafluoropropionica (PFPA) e lo spettro infrarosso (IR, vapore e fase condensata), ne completano la caratterizzazione.


A. Camilleri et al. Chemical analysis of four capsules containing the controlled substance analogues 4-methylmethcathinone, 2-fluoromethamphetamine, α-phthalimidopropiophenone and N-ethylcathinone. Forensic Sci. Int. (2010), doi:10.1016/j.forsciint.2009.12.048


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