
19/01/2012
categoria: Strategie e Management - di: Redazione Drog@news - fonte: New York Times
Circa un anno fa il sindaco di New York, Michael Bloomberg, si era fatto promotore del primo vero progetto contro il tabagismo, mai avviato nella grande mela. I newyorkesi hanno dovuto dire definitivamente addio alla sigaretta in tutti i luoghi pubblici, pena una salatissima sanzione. Difatti, è orami vietato accendersi una "bionda" passeggiando per Central Park, sulla Fifth Avenue o su una qualsiasi panchina di Time Square. Le rigide disposizioni sono in vigore in oltre 1700 parchi pubblici, nei 22 chilometri di spiagge della città e nelle aree pedonali della città. Una crociata che nei piani delle autorità politiche e sanitarie statunitensi, non ha poi risparmiato i cibi carichi di grassi transgenici e le bibite eccessivamente zuccherate. Oggi dalle colonne dell'autorevole New York Post giunge la notizia di una nuova campagna fortemente voluta dall'amministrazione cittadina per contrastare la diffusione dell'alcol. Il protagonista dell'iniziativa è sempre il sindaco salutista, che ha deciso di affrontare con il pugno duro le eccessive ed orami troppo frequenti alzate di gomito dei sui concittadini. A supporto del programma ci sono, infatti, i dati epidemiologici sul fenomeno che rivelano come dal 2000 al 2010 l'alcol sia stato responsabile del 28% degli incidenti stradali e che possa esser un elemento a supporto dei numerosi atti di violenza avvenuti nei diversi quartieri. Nello stesso periodo di riferimento gli ospedali hanno inoltre registrato un aumento del 37% dei ricoveri per abuso (di cui il 40% sono giovani sotto i 35 anni). La giunta Bloomberg mette sotto osservazione i "liquor stores" e dei bar sul territorio, imponendo limitazioni nell'orari di esercizio e nelle modalità di somministrazione. Giro di vite anche per quanto riguarda il rilascio delle licenze, sarà infatti contingentato il loro numero rendendo complicato l'apertura di nuove attività.