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Germania, dagli stimoli multisensoriali una cura per la dipendenza

11/01/2012

categoria: Neuroscienze - di: Redazione Drog@news - fonte: Neuroscience and Biobehavioral reviews

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Numerosi studi di neuro immagine hanno utilizzato stimoli visivi come elementi in grado di evocare una risposta comportamentale. Nel campo della dipendenza l'uso di stimoli evocativi per una sostanza stupefacente permette di studiare la reattività del soggetto allo stimolo e  capire quindi i meccanismi sottesi alla dipendenza. La maggior parte dei paradigmi funzionali presentano tali stimoli nella modalità visiva. Tuttavia, nella vita quotidiana gli stimoli condizionanti appaiono spesso simultaneamente, in più di una modalità sensoriale. Per questo motivo, dovrebbero essere utilizzati stimoli multisensoriali in grado di stimolare una maggiore reattività cerebrale, rispetto a stimoli mono-sensoriali, aumentando così la validità ecologica e l'affidabilità delle misure di attivazione cerebrale. Il dottor Yavor Yalachkov e collaboratori hanno recentemente pubblicato un articolo basato sulla revisione di 44 studi di neuro immagine per un totale di 1168 soggetti (812 pazienti e 356 controlli). Le sostanze d'abuso principalmente analizzate sono state la nicotina (22 studi), l'alcol (14 studi), la cocaina (5 studi), gli oppiacei (2 studi) e la marijuana (1 studio). 40 di questi studi hanno usato tecniche di fMRI, 3 ASL-MRI e 1 solo ha studiato la reattività agli stimoli usando la PET. L'indagine ha identificato una maggiore correlazione tra reattività neurale agli stimoli multisensoriali e alcune covariate cliniche come il craving, nella corteccia motoria, nell’insula e nella corteccia cingolata posteriore, rispetto a quando gli stimoli erano presentati in modalità mono-sensoriale. Questo lavoro chiarisce un importante aspetto metodologico degli studi di neuroimmagine nel campo della dipendenza, poiché sottolinea il necessario utilizzo di stimoli evocativi multisensoriali affinché sia possibile un'attendibile identificazione dei neurocircuiti responsabili della tossicodipendenza e la relazione esistente tra attivazione cerebrale, comportamento di ricerca e assunzione della sostanza. In futuro sarà quindi necessaria una ricerca mirata all'utilizzo di paradigmi sperimentali più vicini alla vita quotidiana, con l'utilizzo di stimoli multisensoriali in grado di evocare durante la sperimentazione quello che avviene, in modo reale, nel cervello di chi assume sostanze d'abuso.


Yavor Yalachkov, Jochen Kaiser, Marcus J. Naumer. Functional neuroimaging studies in addiction: multisensory drug stimuli and neural cue reactivity. Neuroscience and Biobehavioral Reviews, December 2011


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