
31/12/2011
categoria: Editoriale - di: Giovanni Serpelloni
Italian Scientific Community on Addiction, presentata lo scorso 26 luglio alla presenza di numerosi colleghi, operatori e professionisti del settore, nonché dei rappresentanti degli Enti partner nel progetto, oggi è una realtà che conta numerose centinaia di adesioni in costante crescita.
Dunque è attiva e consolidata questa piattaforma innovativa dotata di strumenti concreti per l’informazione e la formazione nel settore delle dipendenze, con l’obiettivo di creare un circuito virtuoso di scambio e condivisione di conoscenze basate sulle migliori evidenze scientifiche e coerenti con le linee di indirizzo dettate dal Piano d’Azione Nazionale Antidroga e dai protocolli riconosciuti a livello nazionale.
Con la costituzione di questa Community abbiamo reso disponibile uno strumento dalle grandi potenzialità, che supera concettualmente ogni modello associativo esistente nel settore, aprendosi al contempo alla consultazione di informazioni scientifiche aggiornate e alla divulgazione di esperienze professionali utili al progresso della ricerca.
Una piattaforme che permette un contatto diretto e in tempo reale fra le diverse professioni e che intende avvicinare e consolidare il legame legittimo fra istituzioni ed operatori del settore. Una piattaforma, quindi, di consultazione permanente entro la quale e possibile partecipare attivamente alle numerose iniziative promosse dal Dipartimento Politiche Antidroga, dove tutti sono rappresentati in egual modo, senza vincoli di “quartiere” o interessi economici.
Fra gli strumenti di informazione, la newsletter mensile Droganews è ormai un punto di riferimento certo, anche per la stampa specialistica, per la consultazione tempestiva e semplificata di migliaia di articoli tratti ed elaborati dalla letteratura tecnica e scientifica internazionale.
Il bimestrale Italian Journal on Addiction, che a breve sarà disponibile online con l’ultimo numero del 2011, ha già dimostrato di avere tutti i numeri per essere un’importante periodico di settore, supportato da un Comitato scientifico di eccellenza e presto indicizzato con “impact factor”. Intanto ha comunque rilevato un grande interesse di pubblico e cosa assai gradita dimostrando di essere scelto dai colleghi italiani, ma non solo, come valido mezzo per la pubblicazione e diffusione di interessanti contributi originali, rassegne critiche ed articoli di diverso genere.
Per la formazione la Community si è dotata della Scuola Italiana sulle Dipendenze, e ha attivato un Corso annuale permanente ECM accreditato, che prevede circa 100 ore di formazione multidisciplinare, con la partecipazione di docenti altamente specializzati provenienti anche dal NIDA. L’inaugurazione della prima edizione avverrà il prossimo 19 gennaio a Roma dove parteciperanno i primi cento candidati selezionati fra le numerose richieste di iscrizione.
Nondimeno, l’attivazione dell’Italian Scientific Community si inserisce nel quadro delle collaborazioni internazionali con altri centri e organizzazioni istituzionali di ricerca scientifica e degli interventi clinici e riabilitativi che il DPA ha attivato per incrementare, in Italia, gli studi e le ricerche nel campo delle neuroscienze dell’addiction e costruire network di risorse e competenze tecniche. Questo nasce dall’esigenza di promuovere lo sviluppo di ricerche e di training di formazione per la ricerca volti a migliorare la diagnosi e il trattamento dell’abuso di droga e della tossicodipendenza e a favorire scambi scientifici e accademici tra i professionisti del settore, integrando le loro aree di competenza al fine di promuovere il progresso della ricerca nell’ambito delle dipendenze.
In questi anni ci siamo battuti perché il fenomeno droga fosse affrontato con coerenza etica e rigore scientifica, perché fossero abbandonate le distanze ideologiche, le strumentalizzazioni politiche e gli interessi lobbistici. Abbiamo raggiunto molti risultati dimostrando che le istituzioni sono presenti e disponibili al dialogo, che sono attente e preparate per contrastare il fenomeno della tossicodipendenza e che sono al servizio dei cittadini sia per curare, che per prevenire questo dramma vissuto oggi ancora da troppe persone e famiglie.
Con queste premesse intendiamo proseguire il nostro operato senza dimenticare che per contrastare questo fenomeno servono professionisti validi e motivati che vengano messi in condizione di crescere e di specializzarsi, che possano confrontarsi liberamente in ambienti scientifici accreditati, non vincolanti e altamente stimolanti; ma soprattutto operatori ai quali sia riconosciuto il proprio lavoro e la propria professionalità.
Il mio appello ad aderire alla Italian Scientific Community on Addiction (link), iscrivendosi numerosi secondo le modalità espresse nel regolamento condiviso dai partner istituzionali, è rivolto a tutti i colleghi e soprattutto alle giovani leve che intenderanno credere in questo nuovo processo di aggregazione, riconoscimento nella “mission” proposta.
Sono certo che da qui partiranno numerose iniziative di grande interesse a cui tutti potranno essere chiamati a partecipare attivamente, quali pubblicazioni scientifiche, manuali tecnici, corsi di formazione ed aggiornamento, seminari, workshop, collaborazioni con istituti di ricerca internazionali e molto ancora.