
19/12/2011
categoria: Farmacologia e Tossicologia - di: Redazione Drog@news - fonte: Behavioural Pharmacology
Una serie di studi ha dimostrato che il trattamento neonatale con quinpirole (un agonista dei recettori dopaminergici D2/D3) nei ratti si traduce in una risposta comportamentale alla nicotina in adolescenza e all'amfetamina in età adulta.
Un team di studiosi delle università statunitensi Quillen College of Medicine e della East Tennessee State University ha realizzato una ricerca con l'obiettivo di analizzare la sensibilizzazione motoria all'amfetamina e di valutare il tempo trascorso in un contesto associato a questa sostanza. L'ipotesi alla base dello studio è che l'aumento nella sensibilità al recettore della dopamina D2, prodotta dal trattamento neonatale con quinpirole, potrebbe tradursi in un incremento della sensibilizzazione locomotoria all'amfetamina e nella risposta all'esposizione a un contesto associato alla sostanza. Effetto che sarebbe più consistente nelle femmine che nei maschi. Per lo studio sono stati testati 51 ratti per la sensibilizzazione motoria e 52 per il contesto associato all'amfetamina. Tutti gli esemplari, sia maschi che femmine, sono stati trattati con quinpirole o soluzione salina dal primo all'undicesimo giorno dopo la nascita e tenuti sotto osservazione fino al periodo dell'adolescenza. I risultati della ricerca hanno confermato la maggior sensibilizzazione motoria all'amfetamina degli esemplari di sesso femminile trattati con quinpirole, sia rispetto a quelli dello stesso genere trattati con soluzione salina che rispetto ai maschi. Quanto all'esposizione a un contesto associato all'amfetamina, i tempi sono risultati più lunghi per gli esemplari trattati con quinpirole.
Amphetamine locomotor sensitization and conditioned place preference in adolescent male and female rats neonatally treated with quinpirole, R.W. Brown, M.K. Perna, D.M. Noel, J.D. Whittermore, J. Lehmann, M.L. Smith, Behavioural Pharmacology, volume 22 – issue 4 – august 2011, pp. 374-378