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Radici e Ali, genitori a scuola di educazione

09/12/2011

categoria: Prevenzione - di: Redazione Drog@news - fonte: Dipartimento Politiche Antidroga

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La crescente esigenza di sperimentare a livello nazionale un comune modello d’intervento di promozione della salute e di costruzione della capacità di autonomia dei figli, è stato uno dei motivi che ha spinto il Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri  a realizzare un progetto specifico sul tema, coinvolgendo realtà territoriali già impegnate in percorsi  educativi, “Radici e Ali”,  che è stato realizzato in collaborazione con  l’Azienda Sanitaria Locale di Avezzano-Sulmona-Aquila. Il progetto coinvolge 5 unità multidisciplinari selezionate sulla base dell’esperienza nel settore nonché dell’operatività nel territorio di appartenenza (l’Aquila, Roma, Pesaro, Reggio Emilia, Verona) sotto il coordinamento del Ser.T. di L’Aquila. I destinatari del progetto sono 80 individui tra genitori o adulti di riferimento per bambini tra 0 e 8 anni selezionati sul territorio nazionale tra consultori, Sert, distretti, Servizi Sociali dei Comuni, parrocchie, centri di aggregazione che prenderanno parte a incontri sulla valenza costruttiva e non ripartiva, della funzione genitoriale. Le attività, si articoleranno in sedute plenarie sui temi legati allo stile di vita e alle dinamiche emergenti con laboratori didattico-esperienziali.Due sono le finalità che si propone il progetto: quella educativa, con lo scopo di far acquisire una genitorialità competente nei percorsi di crescita del bambino e quella formativa, rivolta agli operatori dei servizi per attivare gruppi di auto-mutuo-aiuto come risorsa permanente delle realtà territoriali coinvolte. Il progetto concentra il proprio intento nell’azione di riconoscimento dei pattern relazionali del sistema familiare d’origine e nella ricostruzione del rapporto trans generazionale perché costituisca consapevolezza utile alla protezione da dinamiche disfunzionali. Questa revisione aiuterà il genitore e il proprio figlio a riconoscere e accogliere i “legami” pur liberandosi dai cosidetti “legacci” nel processo di realizzazione delle capacità di svincolo.


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