
08/12/2011
categoria: Strategie e Management - di: Redazione Drog@news - fonte: European Commission
Nel vecchio continente le patologie psichiatriche risultano essere un fenomeno ben gestito dal comparto sanitario, in virtù dei numerosi programmi per i pazienti, dell’elevato standard delle cure e dei servizi offerti. Nonostante ciò, le previsioni delle autorità di Bruxelles (formulate sulla base delle indicazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità) rivelano un trend in aumento dei casi nel prossimo quinquennio. A supportare questa ipotesi vi sono gli ultimi dati pubblicati dall’autorevole H.U. Wittchen, che parlano di 165 milioni di persone (pari al 38% della popolazione) che soffrono di disordini mentali. Dalla rilevazione epidemiologica emerge che i disturbi più frequenti siano l’ansia, l’insonnia, la tossicodipendenza, l’alcolismo, la depressione, i disturbi psicosomatici, i deficit di attenzione/iperattività (soprattutto fra i giovani) e la demenza negli anziani. Da queste premesse prende il via il progetto “ROAMER” Road Map Europea per la Ricerca sulla Salute Mentale, ideato con l’obiettivo di tracciare una mappa quanto più dettagliata del problema, promuovendo al contempo l’integrazione della ricerca e una condivisione di buone pratiche fra centri clinici e professionisti. Farmacologica, neurobiologica, trattamenti in psicologia e salute pubblica sono solo alcune delle aree coperte dall’iniziativa. Particolare attenzione è rivolta anche agli aspetti economici e sociali, alla qualità della ricerca, alle infrastrutture ed alle strategie di finanziamento. La metodologia proposta da ROAMER è quella di esaminare la situazione attuale, per compararla con quella auspicata, definendo lacune/progressi e traducendo infine le informazioni raccolte in diagrammi che rappresentino le opportunità da cogliere. Italia, Regno Unito, Spagna, Germania, Francia, Olanda, Finlandia ed Ungheria sono oggi capofila dell’iniziativa; paesi che garantiranno un approccio metodologico oggettivo per un vasto coinvolgimento nei processi di consultazione e divulgazione di esperienze con tutte le altre nazioni.