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Al via le iscrizioni alla Scientific Community del DPA, un’opportunità per i professionisti del settore delle dipendenze

31/10/2011

categoria: Editoriale - di: Giovanni Serpelloni

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Lo scorso 26 luglio abbiamo presentato a Roma il progetto Italian Scientific Community on Addiction, alla presenza di importanti partners istituzionali italiani come il Ministero della Salute, la Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione, la Società Italiana di Neuroscienze, ma anche stranieri e sovranazionali come il NIDA, l’UNODC e l’UNICRI. In quella sede, abbiamo riscontrato un’ampia partecipazione di pubblico e un forte interessamento anche da parte di numerosi colleghi, operatori e professionisti del settore, viatico per una buona riuscita delle attività proposte.
Mossi da queste prime soddisfazioni e dalla convinzione di aver proposto un’idea innovativa, con l’obiettivo di creare un circuito virtuoso di scambio e condivisione di conoscenze basate sulle migliori evidenze scientifiche e coerenti con le linee di indirizzo dettate dal Piano d’Azione Nazionale Antidroga e dai protocolli riconosciuti a livello nazionale, abbiamo continuato a lavorare per concretizzare le molte iniziative e le collaborazioni necessarie ad attivare una processo di cambiamento e rinnovamento nel sistema italiano delle dipendenze.
Nondimeno, l’attivazione dell’Italian Scientific Community si inserisce nel quadro delle collaborazioni internazionali con altri centri e organizzazioni istituzionali di ricerca scientifica e degli interventi clinici e riabilitativi che il DPA ha ritenuto necessario attivare per incrementare, in Italia, gli studi e le ricerche nel campo del¬le neuroscienze dell’addiction e costruire network di risorse e competenze tecniche. Questo nasce dall’esigenza di promuovere lo svilup¬po di ricerche e di training di formazione per la ricerca volti a migliorare la diagnosi e il trattamento dell’abuso di droga e della tossicodipendenza e a favorire scambi scientifici e acca¬demici tra i professionisti del settore, integrando le loro aree di competenza al fine di promuovere il progresso della ricerca nell’ambito delle dipendenze.
Proponiamo dunque una piattaforma di confronto, istituzionalmente accreditata, operante come una moderna società scientifica collegata al DPA e non vincolata ai finanziamenti da parte di aziende commerciali, che la renderebbero inevitabilmente contaminabile da logiche di profitto.
Un tavolo di confronto permanente, aperto a tutti gli addetti ai lavori, in grado di offrire opportunità ai partecipanti e di veicolare e mettere a frutto, per il bene comune, opinioni ed esperienze professionali acquisite nella pratica quotidiana e che attualmente emergono con difficoltà in un sistema di gestione dell’informazione e dell’aggiornamento spesso cronicizzato e autoreferenziale.
In questo quadro, abbiamo attivato le iscrizioni alla Community tramite il sito ufficiale www.dpascientificcommunity.it, secondo le modalità espresse nel regolamento condiviso dai partner istituzionali, avviando così un nuovo processo di aggregazione e riconoscimento nella “mission” proposta.
Il regolamento sarà inoltre consultabile su www.italianjournalonaddiction.it, organo ufficiale di approfondimento scientifico della Community e vetrina aperta a tutti i professionisti italiani ed esteri che intendano presentare i propri lavori di studio e ricerca secondo le norme per gli autori pubblicate on-line, sottoponendoli alla valutazioni di esperti del settore esterni al Journal. Dopo il successo registrato nei contatti a seguito del primo numero, a giorni sarà presentata la seconda uscita con nuovi contributi originali, rassegne critiche e spunti di riflessione, selezionati fra i numerosi giunti in redazione.
Invitiamo tutti i nostri lettori e i professionisti del settore delle dipendenze ad iscriversi alla Community, condividendone gli intenti e facendo propri gli strumenti messi a disposizione cogliendo quindi questa opportunità di crescita professionale.




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