
31/10/2011
categoria: Farmacologia e Tossicologia - di: Redazione Drog@news - fonte: Medical News Today
Secondo la Food and Drug Administration statunitense (FDA), nel 2002 29 milioni di americani dai 12 anni in su avevano abusato di medicinali a base di oppioidi a rilascio e azione prolungati. Un numero salito a 33 milioni nel 2007. La rivista Pain Medicine ha dedicato un intero supplemento all'utilizzo di oppiodi nella medicina del dolore e, in particolare, uno degli studi si concentra sui decessi causati da queste terapie arrivando alla conclusione che prevenire queste morti dovrebbe essere un obiettivo fondamentale per tutti coloro che lavorano nel settore della medicina del dolore. Gli autori dello studio concludono osservando che l'obiettivo delle ricerche future dovrebbe dunque essere accrescere la comprensione dei principali fattori di rischio dei decessi correlati agli oppioidi ed esplorare metodi che mitighino gli effetti avversi del trattamento dei pazienti con analgesici potenzialmente letali.Un secondo studio inserito nel supplemento consiste in una revisione della letteratura e delle fonti governative statunitensi per stabilire la frequenza, il profilo demografico e i fattori di rischio associati alle morti per overdose a partire dal 2000. Dai dati emerge che mentre il metadone rappresenta meno del 5% delle prescrizioni di oppioidi, un terzo delle morti correlate negli Stati Uniti sono attribuite a questa droga. Gli autori hanno inoltre determinato che le cause alla radice dei decessi per metadone includono l'errore medico dovuto a scarsa preparazione, il mancato rispetto delle prescrizioni da parte dei pazienti e le impreviste comorbidità mediche e psichiatriche. Approssimativamente, due terzi dei decessi correlati all'uso di oppioidi sono causati da sostanze diverse dal metadone. I pazienti con depressione, ansia o altri disturbi mentali che soffrono di dolore cronico, osservano inoltre gli autori, necessitano di assistenza strutturata che riduca i rischi associati alla terapia con oppioidi.