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Guida a rischio sotto l’effetto dell’ecstasy

12/10/2011

categoria: Tecniche Analitiche - di: Redazione Drog@news - fonte: Psychopharmacology

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La 3,4-metilendiossimetamfetamina (MDMA) è il componente psicoattivo presente nell’ecstasy, nota droga di uso ricreazionale tra i giovani con effetti stimolanti e allucinogeni. L’MDMA è noto venir consumata prevalentemente in occasione di serate in locali notturni e gli assuntori possono ritrovarsi alla guida di autoveicoli dopo nottate a feste o rave party e totale assenza di riposo, mettendo a rischio se stessi e gli altri.
Lo studio pubblicato sulla rivista Psychopharmacology analizza gli effetti dell’assunzione di MDMA dopo deprivazione del sonno attraverso l’uso di due diversi test di guida. Wendy M. Bosker della Maastricht University in Olanda e collaboratori hanno reclutato 16 soggetti (8 maschi e 8 femmine) di età media pari a 22 anni che avevano dichiarato di aver assunto MDMA in media 27 volte nella vita, quali partecipanti allo studio. I soggetti durante le fasi dello studio, hanno assunto MDMA in singole dosi pari a 0 (placebo), 25, 50, 100 mg somministrate durante il pomeriggio e sono stati sottoposti all’analisi della saliva e del sangue per determinare il picco di massima concentrazione di MDMA nei liquidi biologici (attraverso tecnica in GC-MS), tempo a cui venivano effettuati i primi test  di guida che sono stati poi ripetuti la mattina successiva dopo una nottata di veglia. Dai risultati dei test è emerso che nella maggior parte dei casi la guida è stata interrotta dall’istruttore o dal soggetto stesso a causa dell’inidoneità a continuare il test, e questo si era verificato a tutte le dosi di MDMA somministrata. Ne è emerso che l’azione stimolante dell’MDMA che si pensava potesse compensare alcuni degli effetti della perdita di sonno, non aveva invece alcun effetto. Inoltre, dall’osservazione di precedenti studi secondo i quali l’assunzione di MDMA aumentava la sensazione soggettiva di eccitazione e dell’umore, gli autori osservano come questo tipo di sensazioni potrebbe influenzare la valutazione soggettiva dell’automobilista sull’opportunità di mettersi o meno alla guida, assumendo comportamenti a rischio. Gli autori concludono affermando dunque che gli automobilisti che guidano dopo una lunga veglia e sotto l’effetto dell’MDMA non sono idonei alla guida.



Bosker WM, Kuypers KP, Conen S, Kauert GF, Toennes SW, Skopp G, Ramaekers JG. MDMA (ecstasy) effects on actual driving performance before and after sleep deprivation, as function of dose and concentration in blood and oral fluid. Psychopharmacology (Berl). 2011 Sep 28. [Epub ahead of print]
 


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