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L'UNODC in Colombia scende in campo per combattere la droga

29/09/2011

categoria: Strategie e Management - di: Redazione Drog@news - fonte: UNODC

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Il Direttore dell’United Nations Office on Drugs and Crime (UNODC), il russo Yuri Fedotov, assieme ad una delegazione delle Nazioni Unite specializzata nel “Field service management” (FSM), ha appena terminato una visita in Colombia per condividere conoscenze e fare il punto sui programmi di riconversione agricola dei territori precedentemente utilizzati per la produzione di droga. Per l’UNODC l’esperienza colombiana rappresenta un punto di riferimento per tutti quei paesi che mirano ad arginare la produzione di sostanze stupefacenti; competenze replicabili non solo in nazioni limitrofe come il Perù, Ecuador o il Venezuela, ma in luoghi assai diversi come l’Afganistan e il Tajikistan. Difatti, investimenti, know how, strumenti, impianti e tanta buona volontà supportano oggi il lavoro di magliaia di campesinos, che abbandonando la coltura della Erythroxylum (la pianta della coca) si dedicano oggi ad una attività legale, ma soprattutto ecosostenibile (come il caffè, la gomma, il cioccolato, la pesca, i cuori di palma, il miele, il pepe, ma anche l’ecoturismo e l’artigianato locale). L’obiettivo di queste trasferte è supportare da un lato tutti quei governi che adottano politiche trasparenti e tolleranza zero verso tutto ciò che è illecito, dall’altro studiare nuovi sistemi, esportare conoscenza al fine di condividere e far adottare le best practices ad ogni latitudine del globo. L’UNODC solo in Colombia ha sviluppato negli ultimi anni numerosi progetti per favorire la “lecita rimodulazione”; attività pianificate assieme al “Programma contro le coltivazioni illecite” (ICP), all'Agenzia del Presidente per l'Azione Sociale, ai governi locali e altri enti amministrativi. Gli ottimi risultati parlano di 28.000 posti di lavoro generati in più di 600 aziende e associazioni di terziario, con un fatturato pari a 40 milioni di dollari l'anno.


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